Mark Noble

Mark Noble festeggia dopo un goalPoteva non essere che un predestinato uno che di cognome fa “Nobile”? io credo di no, Mark Noble, forse il talento più fulgido degli ultimi 10 anni uscito dall’Academy, nostro serbatoio per anni di talenti straordinari; straordinario come il suo carattere e l’amore che riversa verso i colori claret & blue.

Ha iniziato molto presto Noble a correre per il campo con una maglietta claret & blue diventando il più giovane ad entrare nell’academy del West Ham, proprio lui, nato a Canning Town nel New Ham e quindi con nel sangue il DNA Irons, anche se a dir la verità stava per sbagliare la rotta quando fu scelto per un breve periodo ad entrare nelle giovanili dell’Arsenal, per fortuna che è tornato sui suoi passi… diventando così un’idolo della folla, candidandosi a futura leggenda del Club.

A soli 17 anni il debutto in prima squadra in coppa di lega contro il Southend, e qualche mese dopo in Championship contro i Wolves e finendo la stagione con 13 presenze all’attivo, compresa quella nella finale vittoriosa contro il Preston N.E. al Millenium Stadium per la promozione in Premiership. L’anno successivo gioca qualche partita in Premier ma ben presto viene mandato a “svezzarsi” all’Hull city, dove però complice un infortunio alla schiena, gioca poco per poi essere rispedito senza complimenti all’ovile.

La stagione 2006/2007 è quella della svolta; parte in prestito per 3 mesi all’Ipswich Town dove però gioca poco, al ritorno parte come panchinaro, ma finisce alla grande in una stagione che sembrava disastrosa per il West Ham, la salvezza all’ultima giornata è stata una vera liberazione, e lui, Mark Noble finisce per risultare forse l’unica nota lieta, stravince per la seconda volta il premio “Young Hammer of the Year”, non male per un ragazzo di Canning Town e che è riuscito a spodestare dal centro del centrocampo un certo Javier Mascherano.

Il resto della sua storia al West Ham è sotto gli occhi di tutti, una volta preso il posto davanti alla difesa non l’ha più perso diventando una colonna dei martelli risultando spesso il migliore in campo anche quando tutta la squadra non girava; centrocampista moderno, corre, corre tantissimo (una recente statistica lo vede con il giocatore che sta correndo il maggior numero di chilometri in questa stagione di Premier League), morde ogni caviglia che si ritrova davanti, spesso per tutta la partita non lo vedi ma se lo osservi dalla tribuna non si può fare altro che notare che ogni buco, ogni zona del campo, lui è sempre li a coprirlo, nonostante ciò ha un piede delicato, non ha caso le punizioni e i corner partono sempre dai suoi piedi tanto che ad oggi ha messo a segno ben 22 gol in 192 presenze… non male per quel ragazzino tutto corsa e ruggito.

Se vogliamo trovare una pecca della sua fin qui meravigliosa carriera è la mancanza di “caps” nella nazionale dei tre leoni, ebbene, è stato capitano delle giovanili inglesi ma non è mai riuscito a fare il grande passo nella nazionale maggiore nonostante nel suo ruolo non giochino veri e propri fenomeni, le ultime sue prestazione sono state sicuramente di eccellente fattura, chissà se in futuro gli verrà data l’occasione di vestire quella magica maglia bianca tanto meritata, nel frattempo può concentrarsi al 100% per gli Hammers.

Nel calcio moderno la differenza tra un giocatore amato ed un giocatore definito “LEGEND” sta tutta nelle gesta che nell’arco della carriera un calciatore compie per la sua squadra, Noble è ancora giovane sicuramente, ma a differenza di tanti suoi compagni di Academy che hanno cominciato a correre per Upton Park quando ancora non avevano neanche un pelo sulla faccia, Mark non ha voltato le spalle alle prima difficoltà del club per andarsene verso lidi più ricchi (chi ha detto Lampard o Defoe?!), Mark ha sempre giurato amore eterno con i fatti, è rimasto l’anno scorso durante il breve purgatorio che abbiamo dovuto affrontare, era richiesto ad inizio stagione da tanti club, ma lui aveva in mente soltanto una cosa: RIMANERE HAMMER.

Il rinnovo di contratto appena firmato poteva sembrare una semplice formalità, ma al giorno d’oggi il cuore non conta, si va dritto dove c’è il guadagno, senza guardare in faccia a nessuno, quindi non stupiamoci del suo rinnovo, ha rifiutato a parecchi soldi pur di rimanere nel West Ham, e noi ringraziamo lui per essere rimasto a difendere i nostri colori, quelli che tanti hanno professato di amare, ma solo con le parole e non con i fatti… chissà se fra una quindicina d’anni il numero 16 che porta sulle spalle non possa essere ritirato come il magico 6.

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2 risposte a Mark Noble

  1. Davide scrive:

    Grande MARK!!! Sei il migliore…un vero HAMMER!!! <3

  2. Carlo scrive:

    Super Marco Nobile

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