DREAM COMES TRUE…

DREAM COMES TRUE..

andrea

La Guinness nella mia mano è il degno aperitivo a ciò che mi aspetterà tra pochi minuti, salire quegli scalini che mi porteranno direttamente in tribuna superiore (o per dirla come si scrive “Betway Stand Upper”) è la degna conclusione di una “storia” iniziata oltre 25 anni fa..

… dalle pagine del Guerin Sportivo avevo iniziato a seguire la serie A inglese, la celeberrima Premier League all’epoca “first division”, affascinato in principio da questi fantomatici 3 punti per vittoria, negli anni del duello Arsenal-Liverpool culminato in una drammatica ultima giornata dove il rimpallo più decisivo della storia del calcio consegnò tramite “The history man” Michael Thomas lo scudetto del 1989 ai Gunners. Il commento di Massimo Marianella accompagnava queste partite su un canale per noi adolescenti malati di football diventato mitico, Koper Capodistria..insieme alle gesta di campioni come Beardsley, Smith e soprattutto Matt “The God” Le Tissier..il giocatore che mi ha fatto amare il calcio inglese. Classe immensa sia da giocatore che da bevitore di birra, fedele alla maglia del Southampton malgrado le sirene di club di prima fascia inglesi e non, quel numero 7 è il colpevole di tutto questo che sto vivendo oggi!!

gio

Perché poi all’inizio non c’era una squadra preferita, si cavalcava molto il momento o il campione di turno.. ma l’avvento di uno dei calciatori che ho più ammirato in un team londinese dagli stupendi colori sociali, questi fantomatici claret&blue che addosso a Paolo Di Canio mi facevano star bene, mi fece prendere una direzione ben precisa verso l’West Ham. Da lì mi sono informato, documentato e mai scelta fu più felice, il club rappresentava in toto il mio modo di vedere il football. Non nego che il film “Hooligans” ed i libri inglesi sul tifo non ultimo quello di Cass Pennant abbiano contribuito ma il terreno era già fertile.. e già in quegli anni il pensiero fu “devo vedere una partita ad Upton Park”.

marco

Per un motivo o per un altro il sogno è sempre rimasto tale, ma quest’anno complice il fatto che sia l’ultimo anno che West ham gioca al Boleyn Ground qualcosa doveva succedere. Individuata la partita col Sunderland il 27 febbraio come papabile (visto che 4 giorni prima è il mio compleanno) aspettiamo la definizione degli orari da parte delle FA..perfetto giocano alle 12:45.. trovo due pazzi che non sono altro che i miei migliori amici Marco e Gionata per seguirmi in questa cosa (viste anche le loro simpatie per gli Hammers), e ci mettiamo all’opera!! Voli prenotati (si va e si torna in giornata, i turisti avremo tempo altre volte per farli), spostamenti pianificati e aspettiamo il 26 gennaio per acquistare i biglietti, sicuri che non sarebbe stato un problema.

Mai previsione fu meno azzeccata: sito intasato, coda per la biglietteria e poi un unico responso: SOLD OUT!! Bestemmie come se non ci fosse un domani ma lì i ragazzi del gruppo facebook della Station 936 son stati decisivi, incoraggiandoci a non mollare e continuare a provare che qualche ticket sarebbe uscito fuori. Dopo 5 giorni di collegamenti quasi 24h su 24 riusciamo ad avere gli agognati 3 biglietti, tutti separati ma pazienza, basta esserci!!

Chiudiamo le valige, si va ad Upton Park!

Quel giorno lì non riesco quasi a raccontarlo, dall’arrivo a Stansted dove si intravedono altre sciarpe claret&blue, la metro da Liverpool Street che ci lascia a 500mt dallo stadio. L’emozione di acquistare il programma della partita, di percorrere la Green Street, di vedere spuntare dal nulla le due torri della tribuna, le cancellate colme di omaggi al mitico Bobby Moore..poi lo store affollatissimo, l’hamburger più unto della storia, il Boleyn Tavern.. poi basta si entra!!

Tolti i problemi al tornello (come un perfetto sfigato ci son rimasto quasi intrappolato con lo zaino..) finalmente siamo dentro.. Guinness d’ordinanza e poi si entra in tribuna..il freddo, le chiacchiere con il mio maccheronico inglese con i tifosi locali incuriositi da questo solitario italiano tifoso hammer, il vento, le musiche rock ad accompagnare il riscaldamento delle squadre.. le bolle sparate nel cielo di Londra, finalmente canto “Bubbles” a tutta voce, una delle più belle emozioni della mia vita..

e poi sono solo brividi, non riesco a raccontarli vanno solo vissuti.. solo vissuti.

statua

Nulla potrà mai farmi dimenticare questa meravigliosa giornata.. hammer è uno stato mentale.. COYI
P.S. se poi l’aereo di ritorno non faceva 4h di ritardo poteva essere anche meglio ma non stiamo a guardare il capello..

Andrea

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