La Station 936 incontra…Mattia Centanni

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Presentati
Ciao a tutti sono Mattia Centanni, classe 1990, istruttore e appassionato di calcio. Lavoro presso la mia Autofficina.

Come è nata la tua passione per il West Ham United?
Sinceramente non saprei spiegare benissimo il perché. Essendo un grande appassionato di calcio, fin da bambino, mi sono sempre trovato a guardare un po’ tutte le partite dei vari campionati, soprattuto europei. Il campionato che mi ha sempre affascinato più degli altri è la Premier League, ovviamente. Il solo “guardare” non mi bastava, dovevo trovare un punto di appartenenza. Arsenal, United, Chelsea, Liverpool….Troppo facile e troppo europeo. Volevo qualcosa che rispecchiasse il mio carattere. Mi sono trovato a scegliere il Claret & Blue.

Cosa rappresenta per il Club per te?
Il West Ham United è diverso, è affascinante, è storia, è passione, è coinvolgimento. Poi siamo campioni del mondo.

Cosa vuol dire essere un Hammers?
Essere un Hammers rispecchia la nostra canzone: tanta sfiga, poca gloria, ma nonostante questo mai smettere di crederci. L’appartenenza che noi abbiamo verso la nostra squadra, nonostante la scarna bacheca, ci rende orgogliosi di far parte di questa grande famiglia.

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Upton Park…che dire
Fortunatamente, anche se per una sola volta, ho potuto assistere ad un match proprio nell’ultima stagione (WHU vs Stoke City 0-0). Ovviamente lo stadio modello inglese mi ha sempre affascinato, ma ancor di più sono rimasto colpito dal quartiere, dai pub Hammers, dai paninari all’estero stadio…..insomma dall’East London. Orgogliosamente custodisco un pezzo di storia.

Raccontaci il tuo ricordo più bello legato al West Ham United
Senza dubbio la mia prima volta ad Upton Park.

Cosa pensi delle altre tifoserie inglesi?
Il fascino delle Terrace non c’è più, ma credo che in ogni tifoso inglese della working class sia rimasto lo stesso spirito dei tempi andati. Ma sono il primo a condannare certi atteggiamenti con cui si sono resi famosi. Paragonandolo ai tifosi italiani, essendo un assiduo frequentatore di stadi, preferisco senza dubbio quelli inglesi. Non amo le tifoserie organizzate.

Il Football cosa vuol dire per te?
Come disse Arrigo Sacchi: il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti. La mia ragazza dice sempre che se anche a lei non fosse piaciuto il calcio, probabilmente non saremmo stati compatibili. Differenziando il “calcio” dal “football”, bhe un tackle, un spazzone, un’incornata alla Andy Carrol, correre, correre, correre: per me questo è il Football.

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Un po’ di tempo fa hai conosciuto la Station 936, cosa ne pensi?
Zampettando un po’ su Facebook vi ho trovato. Piano ma non troppo vi ho conosciuto. E a esser sincero la mia passione per il West Ham è cresciuta grazie a voi. Diciamo che da quando vi ho incontrato, credo di non essermi perso né un raduno né un torneo. Ho conosciuto solo belle persone, con la mia stessa passione, se non più forte, e altri interessi in comune. Adesso mi sento parte della Station.

Cosa pensi dello Stadio Olimpico?
Ho già visto una partita (sempre WHU – Stoke City 1-1) e a fine mese ci tornerò per la partita contro il Leicester. A differenza di molti, non sono del tutto contrario al passaggio al nuovo stadio. I punti a sfavore sono maggiori di quelli a favore: il West Ham, lasciando Boleyn Ground, ha perso un po’ il suo fascino, o meglio, parte di ciò che mi ha fatto innamorare, però dentro di me spero che questo sia un momento di adattamento alla nuova casa, e che lo spirito Hammers prevalga.

Un nome per il fututo del West Ham United
Domanda difficile. Mi piacerebbe un domani vedere sulla nostra panchina Paolo Di Canio.

Ringrazio Gian e tutti voi per avermi accolto in questo grande gruppo e per aver fatto crescere in me questa passione. A volte mi dicono che tengo di più al West Ham che al Milan (squadra che tifo fin da bambino), e alcune volte è anche vero. Poi voglio ringraziare i miei compagni di trasferte londinesi che nonostante la loro non grandissima passione (ma in fondo lo so che anche loro sono Claret & Blue) mi seguono sempre, in particolare Nicolò Pizzi. Ho contagiato anche mio fratello più piccolo, Lorenzo, che è  appena tornato da una semplice gita a Londra, con una partita vista al nuovo stadio, anche senza la mia compagnia.

COYI

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Grazie Mattia, il giorno che vi abbiamo incontrati (tu & Elena) abbiamo subito capito che eravate e lo siete tutt’ora delle bellissime persone, grazie a voi.

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