La Station 936 incontra …Rog !!!

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Presentati:
Sono un “ragazzo” del ’65 con la testa da sognatore, i piedi radicati a terra, il cuore che cerca di governare entrambi, nella speranza che il cervello “s’inserisca” in tempo a tutelare il tutto: questa presentazione essenziale definisce ampiamente chi sia il sottoscritto.

Come e’ nata la tua passione x West Ham United?
Mio Nonno Eros fu colui che iniziò a farmi conoscere il Football Inglese.
Durante la 2° Guerra Mondiale trascorse un periodo di prigionia in Galles e mi disse che lì conobbe un modo di concepire il Football completamente diverso dagli altri;poi si correggeva dicendo: non UN modo ma IL modo di concepire il Football..!!Con lui guardavo tutto il “materiale visivo” possibile che era disponibile all’epoca: si trattava di pochi minuti alla settimana in televisione e di articoli, arricchiti di bellissime foto,pubblicati sul settimanale Guerin Sportivo, punto di riferimento per gli appassionati del Football d’Oltremanica (e non solo)

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West Ham United, perché?
Attraverso dei cari amici, inglesi e italiani, che tutt’ora vivono tra Liverpool e Manchester,ho conosciuto due “ragazzi” (all’epoca erano ventenni come il sottoscritto!) di origine gallese, nati e cresciuti nell’East London: si chiamavano Ian e Charles.
Mi invitarono a vedere un match: era il 5 ottobre del 1985…la loro squadra giocava in trasferta, la partita era Newcastle-West Ham United. Per me quel giorno fu “il-colpo-di-fulmine” per gli Hammers: l’Inno cantato dai supporters presenti al St James Park entrava in me,trasformandosi in passione e usciva indirizzato verso le maglie Claret & Blue come pura “energia di incitamento” per chi le indossava, con onore, in campo. La loro squadra, divenne la mia squadra…

Quante volte sei stato in Inghilterra? e allo stadio ?
Considerando un minimo margine di errore, sono stato in Inghilterra una cinquantina di volte; Sono inclusi brevi periodi di una/due settimane per motivi ben distinti:

-negli anni ’80 perché sono stato il boyfriend di una “ragazza” (come sopra) di madre inglese e padre italiano; (nessun della famiglia supporter del WHU)

-negli anni ’90 perché responsabile della logistica di Umbro Italia, pertanto mi recavo periodicamente alla casa madre a Manchester.

Per motivi differenti la mia frequentazione di Upton Park si è diradata: sono passato dalle 14 volte della stagione 1985/86 alle due volte negli ultimi sei anni. E’ superfluo aggiungere che quasi tutte le volte che sono stato in Inghilterra,sono andato allo stadio: sia ad Upton Park che “away”. Per quest’ultima stagione di Upton Park ho promesso, anche a me stesso, che salirò al Boleyn Ground almeno due volte: non devo solo imprimere nei miei occhi la sua bellezza e nel mio cuore le emozioni che mi ha fatto provare ma per dedicarle a Ian e Charles…e sognare che siano lì con me…anche a sfottermi per il mio mackeronicko inglese (!!)

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Upton Park, che dire ?
I “media” hanno usato, usano e useranno, il più delle volte,in maniera impropria e inflazionata il termine “Tempio-Del-Calcio”. E’ mio parere che soltanto una ventina in tutto il mondo meritano la sopramenzionata definizione. Upton Park, il Boleyn Ground è uno dei pochi nel mondo che può definirsi tale: per cultura calcistica, per la storia del suo Club, per l’orgoglio di una tradizione…

Raccontaci il tuo ricordo più bello legato al West Ham
l ricordo più bello è legato ad una cocente sconfitta che distruggeva il sogno della (eventuale) prima vittoria del campionato inglese: era il 15 aprile 1986 West Ham Utd-Chelsea 1-2. Malgrado tutto questo il Ns Inno I’m forever blowing bubbles rieccheggiava nelle vie dell’East London dove lo cantavamo dopo la conclusione del match. E dentro ad Upton Park, mi è sembrato di sentirlo, dentro e fuori di me, più forte che mai: la consapevolezza di essere sempre e comunque qualcosa di profondamente diverso da tutti gli altri…

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Cosa pensi dei tifosi Hammers?
Credo di aver avuto la fortuna di aver conosciuto quelli che “incarnano” il Vero-Spirito-Hammer:

-incitare dal primo sino oltre l’ultimo minuto del match

-pretendere da Chi rappresenta sul campo il West Ham Utd indossando la maglia Claret & Blue, la onori non con la vittoria ma con il massimo dell’impegno… anzi ben oltre il massimo dell’impegno.

– e in quegli anni (’80) fuori dal campo facevi rispettare i tuoi colori, anche in maniera violenta, perché amavi la tua squadra: e per parecchi il West Ham United era la famiglia, era tutto quello che avevano. Non hanno mai considerato lo stadio come una “zona-franca” dove gratuitamente vai a cercare a provocare la violenza, avveniva tutto fuori dallo stadio. Per loro lo stadio era (E’) tutt’altro: ho conosciuto Hammers atei che considerando Upton Park come una Chiesa, mi domandavano: perché, dalle Vs parti, gettate delle cose in campo? il Football è Dio: perché lo fate?

A rafforzare quanto sopra, aggiungo questo: anni fa era possibile, dopo essersi fatti cremare, spargere le ceneri nel vecchio stadio di Wembley. In seguito non è stato più consentita questa pratica: intervento della Chiesa Anglicana? Di un ente morale? Nossignori: lo staff degli agronomi di Wembley stabilì che il numero eccessivo delle ceneri umane,impediva il buon drenaggio del manto erboso..(!!)

E delle altre tifoserie Inglesi?
Al di là del generico “RESPECT” per le altre tifoserie (personalmente per pochissime di esse) non nutro una particolare simpatia per qualcuna nello specifico, bensì una maggior acredine per quelle del Nord England, per quelle di Londra (due, ovviamente, in particolare). Non posso, non riesco, non voglio (!!) cercare di essere obbiettivo: ho vissuto talmente tanto sulla pelle gli anni ’80, che quello che provo non si è fermato in superficie: si è ben insediato dentro di me. Non voglio vendicarmi ma non posso dimenticare.

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Andresti mai a vivere a Londra?
In passato ne ho avuto occasione ma non sono riuscito a coglierne l’opportunità. Oggi, se vi fosse una possibilità (professionale) sarei pronto a trasferirmi senza indugi.

Che cosa significa la Station 936 per te?
Non immaginavo che Vi fosse un Gruppo di “scalmanati” come me che avesse la stessa passione per il West Ham Utd. La cosa più bella non è stata soltanto la scoperta di punti comuni e/o sovrapponibili con chi è mio coetaneo, ma rivedere nei ragazzi, che hanno la metà dei miei anni, la stessa passione, la stessa frequentazione di Upton Park e lo stesso pensiero: against modern football..!!

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Il tuo primo Raduno  Whu Station 936 è stato a Bologna, sensazioni?
Una sopra tutte, più unica che rara.. Tutte le persone che ho incontrato, era la prima volta che le vedevo: per alcune di esse ho provato la stessa sensazione di quando si riabbraccia un Amico che non vedi da anni..

Football antico e nuovo Football, differenze?
Il “diodenaro” quando ha visto che questo sport popolare appassionava uomini (e donne) di ogni razza, colore e ceto sociale si è avvicinato sempre di più al Football. Non si è fermato ai cartelloni pubblicitari, ha poi “sporcato” le maglie con le scritte degli sponsor (all’inizio 100 cm quadrati al max) Da un po’ di tempo a questa parte, sta cercando di impossessarsene, facendolo muovere in una direzione sbagliata: troppo “merchandisizzato”, trasformato in prodotto da pubblicizzare, tempestato di sponsor (paragonabile alla tuta di un pilota di formula 1);

Sta creando stadi-teatro, stadi-centrocommerciali, stadi-musei, o stadi-con-tutt’e-tre le caratteristiche precedenti. In una frase il “diodenaro”, attraverso gli attuali “addetti-ai-lavori”, usa il Football soltanto come profitto, non nutre alcuna passione lui.. Se da un discorso generale dovessi passare al particolare il mio livore aumenta: giocatori tatuati, con creste, con elastici e cerchietti per i capelli, non mi sembrano che siano caratteristiche di una mutazione estetica dell’atleta, bensì appartengano ad un edonismo, ad un divismo che, per me, ha poco a che fare con The Football Player. Per non parlare del moltiplicarsi dei simulatori, dei cascatori d’area, al servizio di un calcio servo del risultato, della vittoria a tutti i costi. Malgrado tutto ciò, non ho perso la speranza che tutto questo sia una fase ciclica e che, presto o tardi, si tornerà agli autentici valori del Football.

Cosa pensi dello stadio Olimpico?
Un passo indietro. I sopracitati Ian e Charles, erano gallesi d’origine, ma “nipoti” dell’East London: mi spiego meglio. I nonni dei loro amici di quartiere erano lavoratori dei cantieri navali nei Royal Docks che aderirono ad uno sciopero generale del settore e che si scontrarono con i “crumiri” della Isle of Dogs nel lontano 1926. Noi, ventenni negli anni ’80, “respiravamo” quell’aria, ci “nutrivamo” di quei racconti, “sentivamo” il senso di appartenenza…Comunque sia, non serve aver partecipato agli scontri del 1926, non serve essere il figlio o il nipote di quella generazione, non serve essere stato al fianco di Cass  o, meglio ancora, di Bill Gardner, non serve tutto questo per comprendere che Upton Park al Boleyn Ground sarà per sempre, la nostra cattedrale..!!

Non serve quanto sopra né altro per capire che l’Olympic Stadium appartiene al sopramenzionato Nuovo Football ed è tutto il nostro contrario.. (Temo che ci sentiremo come degli “sfollati”..) E chi si illude che questa scelta: porterà più denaro, per acquistare nuove risorse che ci faranno vincere… bhè è meglio che cambi Club di appartenenza perché non sono i valori di un autentico Hammer..!!

Aganist modern football..!!

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Un nome per il futuro del West Ham
DUE nomi per UN sogno: Presidente Sir Trevor Brooking – Allenatore: Mr Paolo Di Canio. Un Presidente dall’indiscussa integrità che ama, da Hammer, il Suo Club. E che saprebbe consigliare, supportare, catechizzare, indirizzare le energie dell’Allenatore nella giusta direzione.

COYI..!! A BIG hug!! Yours, Rog

 

Grazie Rog, una chiacchierata dal sapore antico, come piace a noi .

 

 

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