La Station 936 incontra… Paride!

 

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1.Presentati:
Ciao a tutti, sono Paride, il ragazzo che fino pochi mesi fa non aveva una foto profilo. Seguo la Premier League ed in particolar modo il West Ham da quando ero bambino, nella metà degli anni duemila. Da mesi la passione per gli Hammers si è ingigantita anche, e sopratutto, grazie alla Station 936!

2.Come e’ nata la tua passione x il football inglese?
E’ da quando riesco a fare 2+2 che in televisione guardo soltanto il calcio, ed è ovvio che chiunque ad un certo punto si interessa anche di campionati esteri oltre che del calcio italiano. Era bello vedere un calcio così diverso, con così tanti nomi anglosassoni in campo. Mio padre mi spiegò qualche cosa sulla differenza rispetto al calcio del Belpaese e presto me ne appassionai. Ricordo che nei primi tempi che seguivo la Premier League era popolata da squadre come Portsmouth, Fulham, Blackburn o Birmimgham, tutti club che mi riportano molta malinconia.

3.West Ham, perchè?
Come ho detto ho seguito la Premier fin da bambino, per cui la scelta di una squadra, se non guidata dalla famiglia, non può che essere per motivi molto semplici e quasi ridicoli. Nel mio caso, in tutta sincerità penso che i colori siano stati importanti nella scelta, infatti Aston Villa e Burnley mi sono simpatici. Con il tempo tuttavia ho capito che la scelta che avevo fatto era quella giusta, ed oltre al Claret & Blue ci sono tante cose che ho amato nel nostro amato West Ham.

4.Quante volte sei stato in Inghilterra? E allo stadio?
Una sola, ed esclusivamente per il Boleyn Ground. Fu nel novembre dell’anno scorso, e penso che se non fosse arrivata la decisione di cambiare stadio avrei fatto tutto con molta più calma. Il viaggio verso la Green Street è stato invece quasi una volata, non ero nemmeno maggiorenne. Pareggiamo contro il WBA con un gol di Zarate su punizione, ma per quanto mi riguardava si poteva anche perdere 0-8 e sarei stato ugualmente felice.

5.Upton Park.
Un rimpianto enorme. Una grande ala che veglia su di me e su tutti noi tifosi. Andarcene è stato una follia, lo è stato fin dal primo momento. Lo è stato ancor di più quando di persona ho potuto constatare che la condizione dell’impianto era più che buona. In 18 anni di vita ho provato a vivere di calcio il più possibile, ed Upton Park è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Mi manca tantissimo, e rimpiango il fatto di non essermelo potuto godere come qualcun’altro. Dall’altro lato della medaglia avrei sofferto ancor di più a vederlo scivolare via!

6.Raccontaci il tuo ricordo piu’ bello legato al W.H.U.
Mi è rimasta nel cuore una chiacchierata con un signore incontrato allo stadio. Dalle sue parole si poteva notare tutto l’amore verso il West Ham, e mi piacerebbe incontrarlo di nuovo un gionro. Altrettanto emozionante fu l’ultima partita ad Upton Park: forse non tutti se ne sono resi conto ma abbiamo vinto 3-2 contro la squadra migliore della storia del calcio inglese. E per giunta con una rimonta all’ultimo respiro. E’ stato davvero straordinario, peccato non essere stato sul posto.

7.Cosa pensi dei tifosi Hammers? E delle altre tifoserie inglesi?
Mi piace entrare nei dettagli delle tifoserie di tutto il mondo, e devo dire che la nostra mi ha affascinato in particolar modo. Straordinario il periodo degli anni ’80, salvo poi l’arrivo tanto odioso quanto effettivamente provvidenziale della Thatcher. Ho letto e visto tanto sulle storie di occupazione di curve avversario, e del calore dei nostri tifosi. Ampliando il discorso, il tifo inglese è caratteristico ma non mi fa impazzire. Sono dell’idea che lo stadio di casa deve essere sempre infiammato, e l’assenza di vere e proprie curve impedisce agli inglesi di fare tutto ciò. Il culto della trasferta è bellissimo, ma in Italia o in Francia penso che l’esperienza di tifo sia di gran lunga migliore nelle partite casalinghe.

8.Andresti mai a vivere a Londra?
Penso di sì. Nella vita reale avrei bisogno di una sicurezza lavorativa, che non si trova facilmente. E’ per questo che metto il “penso”, perchè se nella vita non si dovesse lavorare o comunque avere un’occupazione Londra sarebbe ai vertici delle mie preferenze. Calcisticamente e anche in molti altri ambiti è piena zeppa di stimoli.

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9.Raduni Station, finalmente abbiamo avuto il piacere d’incontrarti a Vicenza….
Aspettavo da tempo un raduno Hammer, e devo dire che le aspettative non hanno tradito. Colgo ancor una volta l’occasione per ringraziare tutti coloro che si sono impegnati per farlo, e non vedo l’ora di potervi incontrare ancora. Parlare di calcio è sempre bellissimo, ma è ancora più bello farlo con un boccale in una mano e nuovi amici sotto braccio. Questo posso dire per quanto riguarda le prime ore al pub, della fiera ricordo ben poco, ahah!

10.Come sei venuto a conoscenza della Station 936?
Cercando gruppi ad hoc su Facebook in vista del mio viaggio ad Upton Park. Solo in seguito ho conosciuto gli screzi con i Martelli d’Italia, ma devo ammettere di aver scritto anche a loro per ricevere informazioni. Pian piano, poi, ho capito il tipo di gruppo rappresentato dalla Station, e sono entrato a farne parte molto volentieri.

11.Premier League cosa significa per te?
Significa in primis passione e tradizione. Sento tantissima gente dire che la Premier è il campionato più bello del mondo, ma io vado controcorrente e secondo me non lo è. Tuttavia è inutile negarlo: in ogni partita si vede il sudore e le fatiche di 22 uomini in campo, e questo è qualcosa di straordinario. Inoltre, quando ero bambino, Chelsea, Liverpool e Manchester United erano dominatrici del calcio europeo, perciò il campionato inglese ha tradizione da vendere a destra e a manca.

12.Cosa Pensi dello Stadio Olimpico?
Non ci sono stato, e penso che non ci andrò per un bel pò di tempo. Non dico che non ci metterò mai piede, ma affamato di calcio come sono, voglio fare molte altre esperienze prima. Credo che una struttura possa essere bella o meno, adatta o meno, piena di storia o vuota, ma tutto ruota intorno a come si gestisce ciò che si ha. Abbandonare il Boleyn è stata una follia a tutti gli effetti, ma se ora la società si ritrova con un prefabbricato di cemento tra le mani, credo che dovrebbe comunque impegnarsi per ottenere il meglio possibile. E per farlo basterebbe consentire alle povere anime dei tifosi di alzarsi, sedersi, saltare, sbraitare e tifare alla vecchia maniera. Resto dell’idea che questo non è adatto nè per noi nè per lo sport che i nostri ragazzi praticano, ma penso che si potrebbero limitare i danni con poche ed essenziali decisioni.

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13.Un nome x il futuro del West Ham United
Sul campo dico Toni Martinez ed Ashley Fletcher. Seguo molto il calcio giovanile, ed i due ragazzi hanno tanto tanto talento. Spero di vederli titolari in coppia in futuro. Spero inoltre che giocatori come Noble, Cresswell, Kouyatè e compagnia bella non ci abbandonino mai: loro sanno cosa significhi portare i nostri colori sulla maglia, e la società dovrebbe fare di tutto per trattenerli. Non spero tassativamente in un futuro pieno di vittorie, ma piuttosto in un ritorno alle tradizioni che tanto ho amato negli anni passati. Devo ammettere che in questa stagione la passione per gli Hammers è leggermente calata, e nonostante mi sia fatto un breve esame di coscienza, do il 100% della colpa ad una dirigenza scellerata ed inadatta. Perciò, spero in un cambio ai vertici nell’immediato. In panchina mi piacerebbe vedere per una seconda volta Zola, o anche lo stesso Di Canio, a patto che entrambi, prima, facciano esperienze da altre parti.

Ringrazio tutti per l’attenzione, un grande abbraccio agli amici che ho conosciuto in questo meraviglioso branco!

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