…diario di viaggio

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Diario di una trasferta londinese corredata con una visita ad Upton Park nel giorno di un importante match day, ma andiamo con ordine. Io e il mio fedele compagno di avventura Andrea, anche lui come me malato di football, trasferte, gruppi Ultras e tutto ció che circonda questo meraviglioso sport, dopo vari viaggi ed esperienze estere insieme, questa volta decidiamo di approdare in terra britannica già pronti e gasati a mille per vivere in prima persona un incontro al Boylen Ground proprio come i protagonisti del film Green Street Hooligans. Con due giorni di anticipo partiamo da Lecce, arriviamo all’aeroporto di Bari e atterriamo a Stansted. È giovedì sera e siamo a Londra. Per tutto il venerdì cazzeggiamo alla grande fantasticando su come sarà entrare in uno stadio con modello inglese per assistere ad una partita di Premier League. 25 Ottobre 2014, questa data non la scorderemo più. Decidiamo di essere operativi già dalle prime luci del mattino e dopo una nottata brava passata in un noto club della capitale del Regno Unito, stanchi e mai domi ci immergiamo subito in clima partita. West Ham-Manchester City sarà il lunch match (o anticipo) della 9^ giornata di Premier e si svolgerà alle 12.45 ora locale. Da Liverpool Street ad Upton Park sono solo 9 fermate di Tube e 2 ore prima del match siamo già pronti per avviarci verso il quartiere degli Hammers con l’intenzione di sostare in qualche pub come The Boylen Tavern o The Queens in tipico stile hooligans prima ancora di entrare allo stadio. Ma non tutto va come deve andare, la metro ci impiega quasi più di un’ora per arrivare a destinazione causa sovraffollammento pazzesco anche da parte dei supporters del Man City. Il nostro vagone è pieno zeppo di Citizens con una bella e massiccia presenza di una Firm old school ubriaca e con fare casual che canta cori british da brividi senza mai scomporsi. Dopo aver imparato a memoria l’inno city Blue Moon, siamo ad Upton Park. Con sciarpa claret/blue al seguito ci dirigiamo velocemente verso la tribuna intitolata al grandissimo Bobby Moore, settore che ci ospiterà per i 90 minuti della gara. 12.40 e siamo lì, pronti per superare i tornelli, nessuno che ci perquisisce, che ci fa storie o che ci guarda male come accade spesso in Italia, velocemente siamo dentro.

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Salgo la scalinata e ammiro il Boylen Ground tutto esaurito in ogni ordine di posto, le formazioni sono già state presentate, per poco non perdo il kick off, il match ha subito inizio. Ancora non ci credo di essere dentro in mezzo a tifosi, fanatici ed ex hooligans degli Irons. Mi piazzo nella parte inferiore della tribuna, la zona più calda e accesa di tutto lo stadio. Il West Ham comincia subito forte mettendo in difficoltà i campioni d’Inghilterra in carica e al 21′ i ragazzi sono in vantaggio contro ogni pronostico grazie al gol del francese Amalfitano. L’incontro scorre interessante, io e Andrea non stiamo nella pelle e partecipiamo con la curva sostenendo i ragazzi con cori che si alzano dagli spalti e arrivano dritti sul prato verde rimbalzando nei timpani dei 22 uomini in campo. Di fronte i circa 1500 fans giunti da Manchester sono ammutoliti. Il primo tempo finisce con i nostri idoli ancora meritatamente in vantaggio, e durante l’intervallo decidiamo di scattare qualche foto che rimarrà nella storia e che mostreremo a tutti i nipotini se mai ne avremo. Alla ripresa il match si fa subito vivo con il City che si spinge in avanti con tutte le sue forze alla ricerca del pareggio. I Sky Blues reduci dalla trasferta di Mosca in Champions League colpiscono due legni ma i ragazzi di Upton Park al 75′ si portano incredibilmente sul 2-0 con un’incornata del bomber senegalese Sakho. Il nostro settore esplode e io urlo dalla gioia anche per aver messo quasi le mani su una bella scommessa. 20€ puntati sull’1 fisso quotato a 5.85 erano un azzardo nel pre gara ma una certezza ora. Calma peró, nemmeno due minuti e Silva accorcia le distanze con un eurogol pazzesco. Si torna a soffrire, manca poco meno di un quarto d’ora più recupero e il City si riversa in attacco per non uscire sconfitto da questa insidiosa trasferta londinese. Il West Ham tiene bene, rischiando non poco ma sfiorando anche il gol del definitivo 3-1 in contropiede che mi avrebbe fruttato 330 sterline da William Hill. Dopo 5 minuti di recupero è fatta, cantiamo vittoria in uno stadio che mi ha fatto abbracciare ragazzi uniti dalla mia stessa passione per il football, quello vero, giocato con spirito di sacrificio e tanto agonismo.

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Nonostante mi trovi oltremanica, sembra di stare a casa, anzi forse ancora meglio, sembra di stare nella casa che vorrei, una casa senza soprusi e repressioni che mi ha accolto come un figlio che aveva smarrito la sua via. Per un giorno mi sono sentito libero per il mio ideale che non muore mai, libero di sognare come un bambino che soffiando crea bolle di sapone. I’m forever blowing bubbles, pretty bubbles in the air. COME ON YOU IRONS!

Fabio Dolce

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