Post West Ham United – Hull City 28/04/2012

Bandiera Station 936 appesa al Boleyn Pub di Upton ParkLa giornata inizia presto e sotto la pioggia: alle 9 colazione veloce ma abbondante in Green Street e subito dopo tappa allo store dello stadio, dove si è fissato l’appuntamento con gli altri italiani da cui abbiamo ricevuto contatti nelle settimane precedenti (stimate 28 persone circa). I veterani della Station 936 sono puntualissimi mentre altri ci avvisano che ritarderanno. Assurdo trovare al raduno anche un inglese che ci aspettava davanti allo store dopo aver letto del nostro ritrovo. Un oretta di chiacchiere tra vecchi e nuovi amici, qualcuno che entra a comprare qualcosa e altri ancora che importunano il copresidente David Gold con richieste di calciomercato assurde 😀

Tralasciando i ritardatari si parte per il birrino multiplo itinerante optando subito per il Queens. Locale pieno, si beve qualcosa con calma e si riparte per la nuova meta, il Boleyn. Come previsto il locale straripa, e per prendere da bere l’attesa è veramente infinita, rinunciamo. Il tempo di cantare due canzoni e si parte ancora assetati per lo stadio, obiettivo bar. Il gruppo si deve quindi in parte dividere, alcuni nel bar della “Bobby Moore Upper“, altri in quello della “Lower“. C’è chi si gusta con calma la birra, e chi, senza fare nomi, cerca di recuperare in fretta le mancate bevute del Boleyn. Addirittura i più temerari a pochi minuti dal calcio d’inizio tornano di volata al bar per “l’ultima” bevuta, riapparendo solo prima del secondo Bubbles.

Siamo sotto la pioggia, tra le prime file.

Lo stadio è bello pieno, 35.000 persone. Anche dall’altra parte la Trevor Brooking è quasi totalmente riservata agli Hammers, e solo uno spazio ridottissimo ai tifosi ospiti. Già dopo un quarto d’ora dal calcio d’inizio si sparge la notizia del primo goal del Southampton e si inizia tutti a cantare “Que sera, sera…”. Venendo quindi a meno la possibilità della promozione diretta in Premier League, la Bobby Moore si spegne e solo i giovani della Trevor Brooking tengono un minimo animato Upton Park. Si canta qualche “Come on you Irons” sui calci da fermo ma niente di più. Il goal del West Ham rianima un po’ la giornata ma ormai il Southampton è gia sullo 2 a 0. Un po’ di risate quando iniziano a volare dei preservativi gonfiati davanti a noi, e quando dalla tribuna est parte il “Conga” (trenino umano), che si ferma qualche secondo nell’angolo confinante con la Bobby Moore per cantare tutti assieme “Bubbles”.

Ancora birra nella pausa del secondo tempo, con il raddoppio del West Ham visto attraverso i televisori, assieme a tantissime altre persone che non erano ancora risalite per finire di mangiare e bere.

La partita finisce 2 a 1. Man of the match Carlton Cole (doppietta).

Nota di merito ai tifosi ospiti che per tutto il secondo tempo l’hanno fatta da padroni a livello canoro. In particolare ci teniamo a segnalare la bambola gonfiabile in versione “Tigers” che svolazzava rimbalzando per tutto il loro settore.

Finita la partita ci si ritrova con gli altri della “Upper”, si comunicano le nuove posizioni ai dispersi e ci si dirige verso il Boleyn Pub, fiduciosi di poter dare alla giornata una svolta.

Pub nuovamente e giustamente imballato, ma almeno questa volta l’attesa per bere sembra accettabile. In sottofondo canzoni ska storiche iniziano ad animare gli animi. Birra conquistata ci si ritrova tutti nella stanza principale, dove finalmente appaiono anche i desaparecidos. Gli italiani ci sono.

In zona bar parte subito uno spogliarello di una discreta tipa, anche se si capisce fin da subito che il controllo della situazione lo prenderà un simpatico ragazzone di dimensioni abbastanza importanti, assieme ad altri due ragazzi, uno dei quali uguale identico a Lorenzo Gabrielli (prima di andare gli ho offerto una birra). Finalmente inizia il casino! Io, Casper e BuyPeace ci precipitiamo nella zona “calda” abbandonando le altre persone per bene della Station 936 😀

Da questo momento la giornata acquista un altro sapore, oltre a quello di birra. Il ragazzone diventa effettivamente il trascinatore dei molesti, e da quel momento fino alle 18:30 circa, non ci sarà un secondo di silenzio e di quiete in quella parte del Boleyn. Cori, poghi, birre lanciate, insomma il paradiso! Dopo circa un ora di delirio mi rendo conto che sto prendendo delle birre non tanto per berle ma per lanciarle o per offrirle al ragazzone. Siamo tutti completamente lavati di birra, ma la cosa ci fa sol che piacere, e la festa continua! Tutto il repertorio di cori del West Ham viene eseguito, aiutati anche dalle canzoni messe, che nella maggiorparte dei casi sono le versioni originali dalle quali sono poi stati ripresi i cori. Si continua a bere, ad abbracciarsi e a delirare, mentre sugli schermi scorrono le immagini del Southampton in festa.

Ogni tanto per qualche secondo si fa rientro nella zona tranquilla del Boleyn, tanto per controllare se si è ancora interi, ma poi al coro successivo si riparte, ignorando il fatto che si prenderanno altre birre in testa e si sarà spintonati da tutte le parti del pub. Si canta persino nei bagni. Ormai è un misto tra Number One sala 2 e un concerto Oi! 😀

Scorgiamo per un attimo anche la ragazza asiatica che vende rose (almeno credo, non ricordo), che mesi fa in occasione del derby con il Millwall, Renato ha cercato di incul*** brutalmente. La ignoriamo, non siamo li per del sesso anale.

All’improvviso l’incoscienza: mi avvicino al ragazzone che era in piedi sopra a un divanetto/mobile e gli cedo la bandiera della Station 936. La guarda, la prende, la issa… e dopo un attimo tutto il Boleyn intona il coro “Paolo di Canio“. WTF!

Solo verso le 18:30 la situazione ritorna ad essere pseudo normale, con cori continui ma senza turbolenze. Ci spostiamo in una zona più tranquilla anche per stare in compagnia degli altri che rispetto a noi sono leggermente meno “agitati”. Scopriamo che mentre noi eravamo a sperperare denaro in birra da lanciare, loro hanno fatto un sacco di conoscenze. Più che normali tifosi sembriamo persone appena tornate da una regata in barca a vela, ma bagnati di birra dalla testa ai piedi. Le mie scarpe e pantaloni sono in uno stato imbarazzante, ma non è un problema.

Dopo un oretta ci si disperde, ognuno per la sua strada ma con il sorriso in bocca. Chi diretto in aeroporto, chi in albergo e chi temerario vuole invece continuare a bere. Destinazione Soho con tappa rapida al Queens.

In metropolitana aiutiamo un anziano Hammers con evidenti problemi di stabilità dovuti all’alcol. Ci prende subito in amicizia e inizia a raccontarci diversi aneddoti. La leggenda narra che sua figlia volesse fottersi due della Station 936, ma questo passaggio non l’ho sentito, quindi rimango dubbioso.

La serata è proseguita in un pub frequentato da skinhead e mod, un bel salto nel passato per concludere al meglio il nostro viaggio. Da notare che alle 11 di sera alla fermata della metro di West Ham abbiamo ancora sentito gente ubriaca cantare Bubbles.

Un ringraziamento a tutti i presenti, che penso abbiano vissuto come me un’altra esperienza 100% Station 936, tra amicizia, goliardia, divertimento e birra. COYI!

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