la Station incontra…Sandro Reina

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Ciao, sono Sandro ho 47 anni, sono nato a Varese e residente a Milano… sono cresciuto a pane, birra e pallone

Come è nata la tua passione per il West Ham United?
La passione per il West Ham nasce tanti anni fa quando passavo le domeniche, perché allora in Italia si giocava solo di domenica, fra San Siro curva nord e il Franco Ossola di Varese. Spesso e volentieri si discuteva di tutto quello che succedeva oltre Manica. La squadra che aveva attirato la mia attenzione, per i colori ma soprattutto per lo splendido stemma, era il West Ham. Era una semplice simpatia, niente più, fino a quel week end di fine anni 90 in cui misi per la prima volta piede ad Upton Park e  per la prima volta sentii dal vivo I’m forever blowing bubble…fu amore a prima vista!!!!

Che cosa rappresenta il Club per te?
Il Club rappresenta un punto di riferimento, anche se io preferisco parlare di Maglia. Cambiano presidenti, dirigenti e giocatori, ma l’unica cosa che rimane sempre è la fede per la Maglia.

Che cosa vuol dire essere un’Hammers?
Sentirsi Hammers è come sentirsi in “famiglia”, una grande famiglia accomunata da una passione chiamata West Ham e me ne rendo conto tutte le volte che vado ad Upton Park. Non esiste Inglese o Italiano o Spagnolo, solo Hammers, soprattutto davanti ad una bella pinta! Anch’io che non parlo una parola d’inglese, grazie ai miei traduttori del momento, mi sento a casa.
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Upton Park, che dire?
Semplicemente Splendido! La prima volta che ho visto Upton Park era in fase di ristrutturazione, ma vi farei parlare con chi in quel momento era con me… ero un pirla di circa 30 anni imbambolato come un bambino a Gardaland, e ancora oggi quando entro, purtroppo troppo poco, provo la stessa emozione.

Raccontaci il tuo ricordo piu’ bello legato al W.H.U.
Tanti bei ricordi, belle vittorie, tante persone conosciute, tante belle bevute…ma in assoluto i brividi per il boato nel derby con il Millwall sul gol di Winston Reid battono tutto…Fantastico!!!

Cosa pensi delle altre tifoserie inglesi?
Sicuramente il livello del tifo in Inghilterra è molto alto, te ne accorgi quando si gioca la FA Cup: anche nei campi di terza divisione il tifo è sempre molto “caldo”. Ho avuto la fortuna di vedere anche alcune partite di altre squadre inglesi, e scozzesi, ed è sempre uno spettacolo fantastico. Ricordo con molto piacere Liverpool e Celtic.

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Il Football che cosa vuol dire per te?
Il calcio pare essere diventato una scienza , anche se a volte non è esatta . Tuttavia, per me, si tratta prima di tutto, e soprattutto, di un gioco ( cit. Enzo Bearzot). Ecco come dovrebbe essere il calcio. Purtroppo il calcio moderno è tutto tranne che un gioco, fortunatamente in Inghilterra, per certi versi, il tempo sembra essersi fermato…succede ancora che si perda perché l’avversario gioca meglio, perchè è più forte, perché è più fortunato (c’è anche la fortuna nel calcio), e a fine partita sono comunque applausi per tutti…o quasi.

Un po’ di tempo fa hai conosciuto la Station 936, che cosa ne pensi?
Per la Station vale il discorso fatto per gli Hammers: una famiglia! Ho  conosciuto persone stupende con cui ho condiviso delle bellissime esperienze, persone che mi hanno fatto sentire parte del gruppo dal primo minuto.

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Cosa Pensi dello Stadio Olimpico?
Lo stadio olimpico penso che sia una nota dolente per tutti i tifosi del West Ham, forse  più per noi che veniamo da “fuori” e che restiamo sempre affascinati da Upton Park. Purtroppo, o per fortuna, è il futuro e noi non ci  possiamo fare niente, comunque sono sicuro, la prima volta che metterò piede allo stadio olimpico e sentirò I’m Forever Blowing Bubble scoccherà la scintilla ancora una volta… il West Ham si tifa sempre e ovunque!!!

Un nome x il futuro del West Ham United
Sui giovani non sono molto preparato, ma sento parlare spesso e bene di Dan Potts…

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Aggiungi se vuoi un tuo pensiero finale
Pensiero finale…una “serie” di ringraziamenti…il primo va a Nick Franchi perché senza di lui non avrei conosciuto la Station. Poi a tutte le persone conosciute nei viaggi a Londra e non, per seguire il West Ham, grazie per avermi sopportato e per aver condiviso emozioni uniche. Ovviamente grazie a tutto il Granducato, nessuno escluso, ma soprattutto a Sandro e Sara per l’amicizia nata anche “fuori dal campo”. E ultima, ma la più importante, a mia moglie Valeria che nonostante tutto sopporta e spesso agevola questo “bambinone” di quasi 50 anni quando la lascia a casa da sola per partire e andare a vedere il West Ham.

…grazie Sandrone, lo sappiamo tutti che non sei un grande chiacchierone, perciò averti strappato queste parole c’è ancora più gusto.

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